speciale AMBROSIA


La primavera è da sempre la stagione più bella dell'anno. La natura si risveglia e si riveste di nuovi colori, la temperatura si fa più mite e invoglia a passeggiate all'aperto. Il clima non è carico di umidità come in estate e quindi non c'è presenza di afa che rende difficoltosa la respirazione e fa sentire spossati e privi di forze.
Primavera, stagione di  rinascita ma anche, per milioni di italiani il periodo peggiore, in quanto causa scatenante di migliaia di allergie. La fioritura delle piante in genere provoca nei soggetti allergici  reazioni che limitano fortemente la loro vita di relazione. I casi più gravi sono quelli in cui il soggetto ha dei seri attacchi di asma. La respirazione si fa superficiale e molto difficoltosa e in casi estremi può portare alla morte per soffocamento.
Oggi, a causa del forte inquinamento atmosferico, le allergie sono in pauroso aumento anche tra la popolazione più giovane; addirittura ci sono bambini che nascono già allergici. Oppure persone di una certa età che non hanno mai avuto nessun problema simile, si svegliano una mattina e scoprono di essere allergici alle più disparate sostanze.
Allergie diverse per diverse patologie: allergie alimentari per cui assumendo un determinato alimento il corpo reagisce con eczema, orticaria, forte prurito e arrossamento. Taluni soggetti stanno male fino a espellere il cibo ingerito. Ci sono poi le allergie causate dal contatto con animali domestici, cane e gatto o il più noto raffeddore da fieno.
Se quelle alimentari si controllano facilmente evitando di ingerire un particolare alimento, quelle causate dalle graminacee, parietacce e piante in genere sono più difficili. A volte ci si trova inavvertitamente in un ambiente saturo di pollini e questo scatena la reazione fisica; il più delle volte sono arrossamenti agli occhi, ripetuti starnuti che si attenuano allontanadosi dalla fonte scatenante.
Sempre di più sono però i soggetti che hanno reazioni violente con veri e propri attacchi di asma che impediscono la respirazione. In commercio esistono numerosi farmaci anche di tipo cortisonico che aiutano a superare il momento critico; antistaminici e inalatori devono sempre essere tenuti a portata di mano per evitare che un attacco si complichi.
Nel corso di questi anni anche la medicina ha fatto passi avanti nello studio di queste patologie. Oggi è relativamente facile risalire alla causa di un'allergia eseguendo un completo esame del sangue o i test allergici che consentono di evidenziare in pochi minuti l'elemento scatenante l'allergia. I prick test e i rast, sono gli esami standard da eseguire se si sospetta di essere molto sensibili a una determinata sostanza.
Ci sono poi i vaccini che prevengono gli attacchi allergici nei periodi critici. Sarà l'allergologo di fiducia ad eseguire tutti gli esami specifici e valutare la necessità o meno di far uso di vaccini. Non sempre infatti è strettamente necessario. Una volta identificata la causa la si può affrontare con le giuste precauzioni e i farmaci adatti. E visto che siamo in primavera, non potevamo non affrontare il 'caldo tema' dell'Ambrosia, una pianta che cresce spontaneamente causando seri guai tanto che le amministrazioni, ogni anno, emettono Ordinanze che obbligano al taglio della stessa.
Il genere 'Ambrosia' appartiene alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae) ed è contraddistinto da numerose specie di cui l'Ambrosia artemisiifolia è la più conosciuta in Italia a causa della forte allergenicità posseduta dai suoi granuli pollinici.
Il polline viene prodotto in grandi quantità durante il periodo di fioritura che nelle nostre zone ha inizio a partire dal mese di luglio. Il suo polline può causare  fenomeni di sensibilizzazione verso altre composite poichè le basi biochimiche si trovano anche in altre asteracee.
L’Ambrosia artemisiifolia è originaria del continente nordamericano ed è una pianta pioniera. Questa caratteristica favorisce il suo insediamento in aree dove la vegetazione originaria sia stata rimossa dando origine a zone incolte: margini di campi, bordi stradali, sedi ferroviarie, cantieri edili e aree abbandonate in genere.
In Italia la sua presenza è stata segnalata a partire dall’inizio del secolo. L’Ambrosia germina con inizio dal mese di maggio; la fioritura è stimolata da condizioni di giorno corto  e ha luogo nelle nostre zone a partire dal mese di luglio. Il controllo può venire effettuato con sfalci ripetuti, lavorazioni meccaniche, semine di specie antagoniste e utilizzo di diserbanti chimici.
è una pianta erbacea della stessa famiglia dei crisantemi che utilizza il vento per l'impollinazione, per questo viene scientificamente chiamata 'pianta anemofila'. Le sue foglie sono molto frastagliate e assomigliano a quelle del prezzemolo. Raggiunge il suo massimo di fioritura nel mese di agosto.
La specie più diffusa è proprio l'Ambrosia artemisiifolia, caratterizzata dalla eccezionale capacità di produrre polline e quindi allergie: si è calcolato che una pianta di Ambrosia possa produrre più di un miliardo di granuli di polline. Inoltre recenti studi sottolineano che l'Ambrosia produce adesso il doppio dei pollini che produceva cento anni fa e tutto questo pare sia dovuto all'aumento dell'anidride carbonica nell'aria.
Una ulteriore conferma della sensibilità dell'Ambrosia nei confronti dell'ambiente, viene da altri  studi condotti in America durante i quali  sono state poste piante di Ambrosia  a Baltimora, città con caratteristiche di temperatura e concentrazione di CO2 particolarmente elevate, con la dimostrazione che le piante crescono meglio e hanno una maggiore produzione di polline rispetto alle piante cresciute in campagna.
L'Ambrosia cresce al di sotto dei 500 m. di quota, infestando sia i campi coltivati a soia, girasole, mais e barbabietola, sia terreni incolti. Per i soggetti allergici, il periodo peggiore va da metà agosto ai primi di ottobre.
Questa pianta non è originaria dell'Europa ma arriva dagli Stati Uniti e dal Canada. Molto diffusa ora nelle nostre zone specie nella provincia di Varese.
Queste persone si difendono con gli stessi antistaminici utilizzati per altre allergie ma possono aiutarsi seguendo dei piccoli suggerimenti: di notte è preferibile tenere le finestre della camera chiuse così come i finestrini dell'auto durante gli spostamenti; utile il condizionatore. Per le vacanze meglio il mare o l'alta montagna mentre se si rimane in città nel periodo della sua fioritura meglio non praticare sport al tramonto o alla mattina presto perchè è il momento di  massima attività d'impollinazione.
Chi è allergico all'Ambrosia è spesso allergico anche ad alcuni tipi di frutta e verdura come per esempio la banana, l'anguria, il melone, la camomilla, la zucca e il sedano. Un contatto diretto con queste sostanze provoca bruciore alla bocca, in gola, gonfiore alle labbra e alle mucose del cavo orale, arrossamento della zona intorno alle labbra. L'allergia all'Ambrosia si manifesta con infiammazione agli occhi, difficoltà respiratorie che nei casi più gravi sono dei veri e propri attacchi di asma.
Per limitare i casi di pollinosi da ambrosia il Servizio Prevenzione Sanitaria della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia in data 20 marzo 1999 ha emesso l’ordinanza " Disposizioni contro la diffusione della pianta "Ambrosia" nella Regione Lombardia, al fine di prevenire la patologia allergica ad essa collegata.
Il Decreto in oggetto, ordina ai proprietari di aree agricole non coltivate, di aree verdi urbane incolte e di aree verdi industriali dismesse; ai responsabili dei cantieri edili aperti da almeno un anno alla data di entrata in vigore dell'ordinanza; ai responsabili dell'ANAS, della FNME, ciascuno per le rispettive competenze, di vigilare, a partire dal mese di maggio, sull'eventuale presenza di "Ambrosia" nelle aree di loro pertinenza ed eseguire tra giugno ed i primi venti giorni di agosto, periodici interventi di manutenzione e pulizia che prevedano quantomeno tre sfalci nei periodi di seguito indicati: 1° sfalcio terza decade di giugno;  2° sfalcio terza decade di luglio; 3° sfalcio seconda decade di agosto.
Ai sindaci dei comuni interessati dall'infestazione della pianta di Ambrosia" ordina di curare il mappaggio delle aree pubbliche comunali infestate dalla pianta e la conseguente esecuzione dei sopra citati interventi di pulizia e sfalcio; disporre la pubblicizzazione, controllo e verifica dell'ottemperanza di tale ordinanza; predisporre insieme con la A.S.L., almeno annualmente entro il 30 novembre, un'apposita relazione sullo stato della situazione alla Giunta Regiona-le, anche ai fini dell'emanazione di nuove disposizioni, con particolare riferimento alla diffusione di "Ambrosia " nel proprio territorio, agli interventi di informazione alla popolazione, alle operazioni di sfalcio o altri atti adottati.
La scorsa primavera, in taluni comuni, si è scatenata una vera e propria battaglia tra ambientalisti e soggetti allergici. I primi non volevano effettuare il taglio della pianta, i secondi non potevano più respiare!
Preservare il verde che diventa sempre meno è giusto ma occorre principalmente preservare la salute del cittadino. L'Ambrosia è una pianta che purtroppo lede questa salute e di conseguenza tutte le amministrazioni sono tenute a monitorare i propri territori al fine di evitare ai soggetti a rischio, il pericolo di forti reazioni allergiche. Il cittadino è tenuto a segnalare la presenza di tale pianta e i proprietari così come recita il Decreto Regionale, sono obbligati al suo taglio.
La salute, sempre più minacciata, è un diritto di tutti e un bene prezioso che va gelosamente conservato. Attiviamoci quindi perchè sia per tutti una piacevole primavera.
    
                                                                                                                                                                                                       Luisa Restelli